sabato 24 ottobre 2009

THE MILLIONAIRE (drammatico/commedia)

Mumbai, India. Versione locale del quiz "Chi vuol esser milionario". Un ragazzo, Jamal Malik, è giunto sino all'ultima domanda. Ma come ha fatto costui, di poverissime origini e quasi analfabeta, ad arrivare fin lì? Accusato di imbrogliare, viene arrestato e interrogato. Solo allora Jamal svelerà il vero motivo per cui ha deciso di partecipare a quel gioco: il suo antico amore per Latika. Ispirandosi al romanzo di Vikas Swarup "Le dodici domande" quel geniaccio un po' scapestrato e irriverente di Danny Boyle("Trainspotting", "The beach"), lasciate da parte la sua caustica ironia e le scene ad alto contenuto di onirismo psicologico, e sfoggiando una regia leggera ed equilibrata, senza voli pindarici, ma contemporaneamente carica di ritmo e dinamicità, tira fuori dal cilindro un(superbo) "coniglio", stupendo per l'intensità, la forza, talvolta la crudezza delle immagini(l'uccisione della madre è un pugno allo stomaco), coinvolgente, suggestivo, che fa riflettere su molti aspetti(la miseria della "vecchia" India, la grandezza di quella "nuova", i contrasti religiosi), dove il peasaggio da capogiro del Taj-Mahal si contrappone all'affascinante e colorato squallore delle bidonville; da applausi il magistrale utilizzo del flashback(ad ogni domanda, un pezzo della storia), che crea un bellissimo "effetto-domino", tirando a poco a poco i fili della trama. Un perfetto mix tra avventura "on the road", fatta di fughe, sparatorie e peripezie d'ogni genere, e fiaba d'altri tempi, molto metropolitana d'ambientazione, condita da un pizzico di humor(il ragazzino di merda-vestito a caccia di autografi però strappa saporite risate), in cui i classici temi del Bene e dell'Amore(dolce, semplice, passionale, a volte peraltro un tantinello melenso...) che alla fine trionfano su tutto e tutti vengono amalgamati in maniera intelligente e senza forzature da una sceneggiatura assolutamente originale e fantasiosa, ricca soprattutto di imprevidibilità. Straordinario il cast nel rendere vive(specie con gli sguardi: i primi piani di Jamal trasudano magia) le emozioni che il film vuole trasmettere, ancor più strepitoso se si considera che quasi tutti sono dei non professionisti(o a volte neanche quello): e se Dev Patel(chapeau al suo sfigato vincente), Freida Pinto(meravigliosa ed energica) e Madhur Mittal(nemico - amico dal buon cuore) sono veramente sensazionali, i tre attori-bambini(Rubina Ali, Ayush Manesh Khedekar e Azharuddin Ismail) sono ad un livello di totale eccellenza. Il migliore è un fenomenale e indimenticabile Anil Kapoor, Gerry Scotti in sari e turbante(metaforici!), cinico, narciso e alquanto diabolico. Arrivato agli Oscar in sordina, sbaragliò senza appello ogni tipo di concorrenza, conquistandone ben 8: Miglior film, regia, sceneggiatura non originale, montaggio, fotografia, sonoro, colonna sonora(le incantevoli musiche techno - pop di A.R. Rahman) e canzone ("Jay Ho", rovinata nell'inutile balletto-omaggio a Bollywood dei titoli di coda...). Io e il mio kharma ne consigliamo altamente la visione: vi stupirà, e parecchio anche! Namasté.
Michele Pieloni


1 commenti:

Anonimo ha detto...

Splendido!!!