domenica 28 marzo 2010

LA PASSIONE DI CRISTO (storico)

Questo periodo dell'anno assume un significato molto particolare, per un semplice motivo, due semplici parole: Gesù Cristo. Perchè? Semplicemente perchè la vita, la passione, la morte e (per i cristiani) la resurrezione di Gesù di Nazaret hanno segnato un prima e un dopo nella storia dell'umanità, una vicenda che, credenti o meno, invita a riflettere sul mistero che ci circonda. Per tale motivo non potevamo scegliere film più adatto, crudo, essenziale e comunicativo in questi giorni.
Nulla da dire, Mel Gibson confeziona un gran film, un pugno dritto allo stomaco stomaco che ha il pregio di non lasciare lo spettatore indifferente; l'utilizzo della lingua latina e dell'aramaico è un colpo di genio, non disturba e riesce a proiettare lo spettatore dentro la vicenda. Girato a casa nostra, fra i sassi di Matera, vanno sottolineate le performance di Jim Caviezel, Rosita Celentano e Maia Morgenstern, rispettivamente Gesù, il diavolo e la Madonna. Nello stesso tempo osannato e stroncato dalla critica, il film cattura e scorre veloce per tutti i sui 120 minuti; eccezion fatta per qualche scena liberamente interpretata e un pò troppo "pulp", marchio di fabbrica di casa Gibson, il film riesce davvero a colpire, scuotere, svegliare lo spettatore.
Da soli o in compagnia, in questi giorni varrebbe veramente la pena dedicargli una serata; potrebbe essere l'unico momento per fermarsi, riflettere, e non far passare questa pasqua come la solita festività il cui unico senso è quello di fare qualche giorno di vacanza.
Andyl


2 commenti:

Anonimo ha detto...

Come fa un film girato sulla scorta del libro più falsificato al mondo, la Bibbia, ad essere definito storico? Oltre tutto Gibson si affidò a questo libro ed alle "visioni" di alcuni vegenti. Bella storicità davvero!

Anonimo ha detto...

Capisco il tuo concetto e non hai tutti i torti, ma penso possa essere definito storico in quanto parla di un personaggio storico realmente esistito: Gesù.

Alex77