Provate ad annusare l’odore del caramello appena preparato, provate ad assaggiarlo, spalmarlo sulla pelle e poi.... STRAP!!!! Un gesto fulmineo, un attimo di intensissimo dolore per un risultato dolce e affascinante. E’ così che va visto questo film, assaporandone i colori e i profumi, atmosfere che solo il medio oriente può offrire. Una terra come il Libano, tanto attraente quanto travagliata, è la cornice di 5 storie di donne e di un salone di bellezza. La costante alternanza tra momenti dolci e amari rendono il film “vivo”, facendoci immedesimare nelle 5 protagoniste la cui quotidianità, in una città come Beirut, non è affatto semplice (le riprese di Caramel finirono appena nove giorni prima che scoppiasse la guerra con Israele nel luglio del 2006). Nadine Labaki, regista e attrice del film, è un condensato di femminilità, assolutamente lontana dalla demente e stereotipata immagine della donna che il cinema “sbancabotteghino” ci propone. Layale, Nisrine, Rima, Jamale e Rose affrontando i problemi di ogni giorno ci regalano un film delicato e sensibile, divertente e intrigante che a detta della stessa Labaki “.. non è un’esplicita denuncia al modo di concepire la donna in Libano, ma cerca di essere un melange sfumato e intelligente tra mondo orientale e mondo occidentale ..”.martedì 20 aprile 2010
CARAMEL (commedia)
Provate ad annusare l’odore del caramello appena preparato, provate ad assaggiarlo, spalmarlo sulla pelle e poi.... STRAP!!!! Un gesto fulmineo, un attimo di intensissimo dolore per un risultato dolce e affascinante. E’ così che va visto questo film, assaporandone i colori e i profumi, atmosfere che solo il medio oriente può offrire. Una terra come il Libano, tanto attraente quanto travagliata, è la cornice di 5 storie di donne e di un salone di bellezza. La costante alternanza tra momenti dolci e amari rendono il film “vivo”, facendoci immedesimare nelle 5 protagoniste la cui quotidianità, in una città come Beirut, non è affatto semplice (le riprese di Caramel finirono appena nove giorni prima che scoppiasse la guerra con Israele nel luglio del 2006). Nadine Labaki, regista e attrice del film, è un condensato di femminilità, assolutamente lontana dalla demente e stereotipata immagine della donna che il cinema “sbancabotteghino” ci propone. Layale, Nisrine, Rima, Jamale e Rose affrontando i problemi di ogni giorno ci regalano un film delicato e sensibile, divertente e intrigante che a detta della stessa Labaki “.. non è un’esplicita denuncia al modo di concepire la donna in Libano, ma cerca di essere un melange sfumato e intelligente tra mondo orientale e mondo occidentale ..”.
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